1960 metri sul livello del mare. Questa è la quota alla quale la redazione di Fantacà e altri hanno passato pasqua e pasquetta. Una baita in montagna ricoperta di neve. Intorno alberi e nient’altro. Niente di niente. Nemmeno un’antenna, nemmeno una cella telefonica.
Così, mentre le partite di Serie A si susseguivano nell’inesorabile fine campionato, in quella baita si conumava arte.
Secondo tasto, corda a vuoto. Secondo tasto, corda a vuoto. Quarto tasto, secondo tasto, corda a vuoto. Con quell’ukulele il presidente Tortorella si sentiva sicuramente ispirato. In quel momento la sua mente era libera, svuotata come poche volte prima dagli infiniti spunti e segnali che di solito la permeano. Non esisteva Clash Royale. Non esisteva lo scrolling su Facebook. Non esisteva il Fantacalcio.
Il telefono segna ancora “0 tacche”. Zero internet. Zero campo. Impossibile anche fare una chiamata per sapere i risultati delle partite. Ma ancora, se dall’altro lato solo Dio sa le imprecazione dell’altro presidente IACO SAINT GERMAIN, in quella baita c’era solo spazio per l’arte.
Il presidente Tortorella partorisce quello che sarebbe poi diventato “Amici Montagna”.
E non lo so, Cosa ci faccio qui A latouille, insieme ai miei amì I miei amici, montagna. I miei amici, montagna.
La serata continua, e si ride, e si scherza, e si beve. La vita è bella, le preoccupazioni sono alle spalle. I nostri cuori sono finalmente liberi! Libera dalla morsa che li attanaglia ogni weekend! Liberi dallo schiavismo del 65.5, dell’ammonito senza voto e dal posticipo del Lunedì sera. Liberi.. sì.. fin quando un piccolo gruppo di persone, si allontana. Mista in mano, filtro actitube, cartina lunga. Andiamone a fumare una fuori vicino all’albero. Tin! Tin! Tin! È tornato il segnale. Sono tornate le notifiche. I sorrisi si spengono. Inter-Roma era finita clamorosamente 5-2. Svilar ne aveva presi 5. Cinque gol. Cinque malus. Il Presidente Tortorella andava avvisato. Tornati in casa il gelo.
D: Fra.. Inter Roma 5 a 2. Lautaro Lautaro Calhanoglu Barella Thuram. Mancini Pellegrini.
P: .. e gli assist?
D: Mo vuoi troppo, non prende bene il telefono
P: Uagnu ho perso il primo posto e sono uscito dall’Highlander
Un presidente esperto riesce a prevedere molto. Un presidente esperto sa benissimo che con così tanti bonus in giro, nessuno dei quali coinvolto nel suo 11 titolare, e con un portiere che prende 5 gol, sarebbe stato difficile sopravvivere nella competizione che non ammette nemmeno un passo falso.
Perché l’highlander è così, sopravvivono tutti. Tutti tranne uno. Non vengono ammessi errori, non vengono ammesse sviste. Alla Domenica sera di Pasqua il primo eliminato dalla competizione era già stato preannunciato.
Ma stiamo imparando che questa competizione è anche subdola. Perché da un lato ci sono le disfatte preannunciate, le giornate storte. Dall’altra c’è l’inettitudine di una squadra che è uscita senza nemmeno accorgersene. I due presidenti erano anche qui distanti. Uno nella stessa baita in montagna. L’altro molto più a sud, reduce da un acclamato torneo di Ping Pong. Si sono parlati poco, del resto non c’era modo di comunicare senza segnale al telefono. E lentamente la loro disfatta si è consumata.
Ancora al Sabato, mentre il presidente Rizzi sfoggiava il suo mullet in mondovisione su Twitch, la spensieratezza la faceva da padrone. Quando il primo giocatore che gioca ti porta a casa un +3 è sempre così. Il weekend inizia leggero. Ma se in altri contesti un 66.5 basta, se in altri contesti la mediocrità e la sufficienza servono a galleggiare, a sopravvivere, qui non funziona così. L’Highlander, l’abbiamo già detto, non perdona. Nono risultato nella classifica di giornata. La corsa della BRIGATA DELLA SERENITA ARMATA finisce qui.
Un inizio col botto, un inizio in medias res che ci fa capire che non si scherza più. La competizione è spietata, la sportività invece è ai minimi storici.
Sono rimasti in 8, ma solo uno di questi 8 rimarrà vivo. Solo uno sarà l’HIGHLANDER!
A Martedì prossimo!