Hai l'under? - Episodio 4: Sulla libertà, di stampa

Posted by La redazione on Tuesday, April 28, 2026

Ogni anno l’OnG Reporter Sans Frontier (Rsf) stila una classifica che monitora la libertà di stampa nei paesi. Cosa vuol dire?

Vuol dire misurare quanto un giornalista è libero di svolgere il suo lavoro e quanto sia intimidito nel farlo. Vuol dire analizzare quali sono gli strumenti che una persona può adoperare per ostacolare o addirittura minacciare il lavoro di un professionista. Nel 2025 Sigfrido Ranucci ha ricevuto 200 querele, questo è uno strumento intimidatorio che punta non a vincere la causa, ma ad appesantire il lavoro di un professionista che deve dedicare del tempo alla burocrazia piuttosto che all’esercitazione della professione.

E l’Italia? A che punto siamo?

L’Italia passa da 46esima a 49esima nella classifica globale della libertà di stampa, stilata da Reporter senza frontiere (Rsf). Tre posizioni perse, che la condannano a essere il Paese con il risultato peggiore nell’Europa occidentale.

La libertà di stampa in Italia, scrive l’Ong sul suo sito, “continua a venire minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare, nel sud del Paese, come anche da diversi gruppuscoli estremisti che esercitano violenze”. I giornalisti si lametano anche di un tentativo della classe politica di ostacolare la libera informazione in materia giudiziaria attraverso una ’legge bavaglio’ che si aggiunge alle procedure Slapp, ovvero quelle procedure come la querela di cui abbiamo parlato prima.

Ma fermi tutti, perché stiamo parlando di questo su una rubrica di Fantacà?

Semplice, perché non sapevo che scrivere e perché oggi è pure il mio compleanno, quindi faccio il ca che voglio.

Inoltre “La redazione” di fantacà, in quanto prestigiosissima testata giornalista, desidera esprimere solidarietà a dei colleghi, seppur inferiori, per un accaduto di Domenica scorsa.

Mimmo Frusi e Giacomo De Luca, inviati per Studio 100, sono stati presi letteralmente a calci in culo perché stavano esercitando la loro professione nella cornice del Tursi di Martina Franca. Il motivo era esattamente questo, lo stare esercitando la loro professione. E se l’Italia è al 49esimo posto è a causa anche di episodi come questo.

Va bene, ma proprio niente niente vogliamo dire della nostra amata Highlander?

Certo, ed ha proprio a che fare con la squadra che ci ha lasciato. C’è da dirlo, probabilmente non meritava di uscire, ma i suoi l’hanno tradito lasciandolo clamorosamente in 10. Il centrocampo a 4 non ha funzionato, solo 3 giocatori sono riusciti a scendere in campo e a portargli perlomeno un 6. Avrebbe potuto prevederlo e schierare un più sicuro 4-3-3? Probabilmente sì, ma coi se e con i ma non si va da nessuna parte.

Ma chi è che è uscito? Di chi stiamo parlando?

Parliamo di una squadra di cui oggi non vogliamo riportare il nome perché lo troviamo offensivo. Una squadra che allude al tipico colore della pelle dei giocatori dell’Udinese, stessa società che ogni anno fa plusvalenze clamorose scovando talenti da rivendere nel mercato internazionale. Beto all’Everton, 25 milioni. Quest’anno hanno scovato Atta, chissà a quanto lo rivenderanno.

E se qualcuno vuole alludere alla libertà del Presidente Fumei di chiamare la sua squadra come vuole, la redazione di fantacà tranquillamente risponde, utilizzando la medesima libertà, criticando la scelta sgradevole.

Ora nella temuta HIGHLANDER sono rimasti in 5, tutti con nomi riportabili senza per iscritto da una redazione prestigiosa come la nostra.

A Martedì prossimo.