Mi permetterete anche oggi una piccola divagazione. Ritengo sia importante farla perché spiega benissimo la nostra cultura, ovvero la cultura italiana, che ben si traduce con la cultura del fantacalcio e che, secondo me, culmina con l’essenza di questa competizione che tanto ci sta facendo appassionare: l’HIGHLANDER.
Mi permetterete questa divagazione anche perché questo weekend la redazione di Fantacà è andata in vacanza in Toscana, e proprio questa terra, culla della nostra civiltà, ha stimolato dei ragionamenti riguardo a chi siamo e a cosa cerchiamo che ben si addicono a questa rubrica. Parliamo brevemente del Palio di Siena e di un ragionamento liberamente ispirato a un’intervista di Roberto Saviano.
Il Palio di Siena, come tutti sappiamo, è una corsa di cavalli che si svolge in Piazza del Campo a Siena. Si svolge due volte l’anno e vi partecipano a rotazione le contrade della città. 17 contrade tutte in guerra fra di loro. 17 contrade, ognuna delle quali, in quei giorni, ha in mente solo quella gara. E se quella gara si vince facendo correre un cavallo, voi penserete: passeranno tutto l’anno ad addestrarlo quel cavallo, ad allenarlo per correre più veloce degli altri? E invece no. Nel Palio il cavallo si sceglie a estrazione. Nessun merito. E allora va bene, l’importante sarà fare bene, correre più veloce degli altri? Forse.
Le contrade di Siena hanno rapporti di amicizia e rivalità che risalgono anche al XVII secolo. L’obiettivo, prima ancora di vincere, è quello di far perdere le squadre rivali. Vi ricorda qualcosa? Le contrade rivali sono spesso quelle più vicine geograficamente, mentre quelle amiche sono quelle lontane, dove ci si può dare meno fastidio. Notate analogie?
Questo Paese, insomma, è l’apoteosi del campanilismo. E il nostro Fantacalcio ne è la prova.
Quest’oggi, dalla nostra amata competizione, l’HIGHLANDER, esce uno che gli under 2.5 li mastica a colazione, che ha fatto dei numeri la sua professione e delle scommesse la sua fede. Oggi tristemente ci lascia CALIMERO.
Il bonus arrivato nella partita che consacra il 21esimo scudetto dell’Inter non basta. Il punteggio dice 66, che in una normale competizione a calendario non è nemmeno tanto male, ma nell’HIGHLANDER, che si avvicina alla sua fase conclusiva, vuol dire insufficiente. I suoi rivali gioiscono con i loro punteggi tutti sopra il 70. Oramai questa competizione è arrivata in una fase che non lascia spazio al minimo errore.
E chi gioisce di questa sconfitta? Sicuramente gioiscono i colleghi presidenti che lo temono in campionato, essendo lui ancora ben saldo al suo terzo posto. Chi invece lo saluta con un sorriso? Beh, sicuramente i reietti della classifica, che il sogno campionato l’hanno già messo nel cassetto, almeno sino all’anno prossimo, e hanno fatto di questa competizione una filosofia di vita. È esattamente come nel Palio di Siena. È puro campanilismo. Io sono nemico di quelli vicini a me, tollerante con quelli lontani e farei di tutto per vedere i miei vicini di casa cadere.
Mi permetterete un’ultima analogia.
Perché ci piace così tanto questa competizione? Sarà sicuramente una competizione prestigiosa, con un premio in denaro non da poco… vero?
Come tutti ben sapete, il premio in denaro è di 50 miseri euro. 96 mila delle vecchie lire. E allora com’è possibile che lo stesso presidente Olivieri in questo momento si stia mangiando le mani e stia piangendo sul latte versato? Perché ci piace così tanto la competizione per puro spirito di competizione? Io non ho una risposta a questa domanda, ma posso provare a fare un paragone.
Il Palio di Siena è qualcosa di veramente importante per i senesi. Impegno, emozioni, sudore, tempo. Tutto questo viene messo sul piatto da ogni singolo individuo della contrada per fare in modo di raggiungere l’obiettivo. E qual è il motivo? Cosa si vince?
Chi vince il Palio di Siena vince il cosiddetto “cencio”. Vince un pezzo di stoffa. Un oggetto senza valore materiale che non può ripagare l’impegno dedicato. Ma la gloria, quella sì che può ripagare tutto. E quella ci basta, eccome.
E quindi è questo ciò che immagino stia provando il presidente Olivieri. Una persona dal conto in banca che solo Dio sa, ma che in questo momento si starà mangiando le mani per quei 50 euro che, però, pesano come un milione.
Grazie e a martedì prossimo.