Io questa puntata non la volevo scrivere. Il pensiero di abbandonare tutto, mi è venuto.
Prossima fermata, Termoli.
La tristezza mi attanaglia, le mie dita questa volta scorrono lente sulla tastiera, a differenza del solito quando raggiungono e quasi superano la velocità dei pensieri.
Prossima fermata, San Benedetto del Tronto.
E questo maledetto treno, che mi sta riportando a casa, ha un odore diverso da quello che ho preso quattro giorni fa. Ma d’altronde quattro giorni fa il mondo era diverso. Il nostro fantacalcio era diverso. Questa terribile giornata non era ancora arrivata. Una lacrima arrogante scende dall’occhio sinistro, ripensando alle montagne russe di emozioni vissute.
Prossima fermata, Pesaro.
Basta, devo reagire, devo raccontare ciò che è successo anche se fa male. I nostri lettori meritano di meglio. Andiamo.
Era chiaro sin dall’inizio che la sfida sarebbe stata principalmente a tre: AS NEO SOCIALISTA, FC ZONA CESARINI e FC FACCIAMO CAGARE. AC PICCHIA MIAO MIAO era partita bene con il gol di Vlahovic, ciò non garantiva niente, ma quel +3 li distanziava dalla melma che si respirava guardando i live dei tre prima citati. Solitamente avrei definito questi live aridi di bonus, evocando un clima secco e asciutto. Ma arrivati a maggio e vedendo lo scempio di queste tre squadre ritengo che il termine adatto sia qualcosa che rievochi la puzza stagnante e pungente, il fastidio di qualcosa che potrebbe portare beneficio, ma invece sprofonda sempre di più.
Prossima fermata, Rimini.
Fa male, eppure devo ricordare per raccontare ciò che è successo. Sino alla domenica pomeriggio si faceva gara ad urlare chi facesse più schifo. Ma io sto messo male in highlander, “faccina triste che non vedevo su Whatsapp dal quarto superiore” dirà qualcuno. Quel qualcuno finirà con ottantuno punti e mezzo. Quel qualcuno è FC FACCIAMO CAGARE.
Domenica sera, il secondo anello di San Siro si svuota al 50esimo. Il Milan sta perdendo 0-3 in casa. Uno di quei gol porta la firma di Davide Zappacosta, caposaldo della difesa del presidente Frigiola. Tira un sospiro di sollievo, per questa giornata è salvo. Un altro di quei tre gol porta la firma di Giacomo Raspadori, arrivato nella lega Fanta Fleur durante il mercato di riparazione ed acquistato con un surplus finanziario attenzionato dall’AGCOM dall’AS NEO SOCIALISTA. Dare via Kean per prendere Raspadori, Durosinmi e Moreo aveva tutta l’aria di una truffa, le forze dell’ordine certificheranno in seguito che si è trattato solo di mera (in)competenza. L’AS NEO SOCIALISTA torna quindi a respirare, anche perché dall’altra parte per la FC ZONA CESARINI ci sono due top player che stanno floppando. Leao colleziona un’ennesima prestazione inguardabile, Maignan subisce tre gol. Voti: 4 e 2 e mezzo.
Prossima fermata, Bologna.
Nessuno si era montato la testa. Tutta la squadra era coi piedi per terra. Sapeva che il lunedì andava ancora superato ed era qui la sfida principale. Milinkovic Savic in porta poteva anche prendere gol, ma dall’altro lato mancavano due del Napoli ed uno del Bologna. Forza Santos e McTom, forza ragazzi. Questo messaggio mandato alle 9:38 da parte del presidente della FC FACCIAMO CAGARE fa già capire le simpatie rispetto all’accesa sfida che si prevedeva. Impossibile fra. Veramente impossibile replica il presidente Garruba alle 10:31. Ma nell’HIGHLANDER tutto è possibile.
Prossima fermata, Reggio Emilia.
Primi due gol del Bologna, Milinkovic Savic due punti di malus. Uno degli assist è firmato da Juan Miranda, schierato regolarmente da FC ZONA CESARINI. Al momento passano loro per solo mezzo punto. Ma quel mezzo punto potrebbe fare la differenza perché, in caso di pareggio, si vedrebbe la panchina, dove l’AS NEO SOCIALISTA è messa meglio. Bisogna sperare in solo mezzo punto. Un giallo a McTominay, un 6.5 di Milinkovic, qualcosa. E invece la batosta. Segna Allison Santos. Un altro bonus contro. Sento un sussulto al cuore. Il mondo mi sembra un po’ meno bello. Ormai è finita.
Prossima fermata, Milano Centrale.
Cosa insegna la sconfitta? A non commettere gli stessi errori? L’errore più grande è illudersi. Si dice che vincendo sempre è più difficile farsi domande. Però mi sa che qui di domande se ne sono fatte fin troppe, sono le risposte che mancano. È stato bello crederci, è stato bello partecipare. Questa competizione insegna più quando si arriva ultimi di quando si arriva primi. Ora mi rimane solamente il gusto di raccontare queste ultime due partite.
Impossibile fra. Veramente impossibile
A martedì prossimo.