Hai l'under? - Episodio 8: Il graffio fatale e il tempo scaduto

Posted by La redazione on Tuesday, May 26, 2026

C’è un’ironia sottile, quasi crudele, nel gioco del fantacalcio. È un gioco che non guarda in faccia a nessuno, che non rispetta i nomi, le tradizioni e, soprattutto, che non ha pietà per chi spera nei miracoli dell’ultimo minuto.

Per mesi, in questa lega abbiamo visto cadere presidenti, abbiamo assistito a crisi di nervi giustificate, gufate epiche e conseguenti incidenti diplomatici internazionali, ma alla fine, sul campo di battaglia, ne sono rimasti soltanto due.

Da una parte l’AC PICCHIA MIAO MIAO un nome che suggerisce le fusa di un innocuo gattino da salotto, ma con l’animo della Tigre. Dall’altra l’FC ZONA CESARINI, un nome che è una promessa: la speranza che la partita non sia mai finita, che il gol vittoria possa arrivare al 95’, quando gli avversari stanno già festeggiando.

Ma questa finale ci ha insegnato una dura lezione: se il felino decide di graffiare, non c’è Zona Cesarini che tenga. Il tempo, semplicemente, scade prima.

La finalissima non è stata una partita. È stata un’esecuzione sommaria.

Mentre il presidente dell’FC ZONA CESARINI guardava il suo Maignan raccogliere palloni in fondo alla rete (4.5) e la sua difesa, guidata da un Luperto in giornata no, crollare miseramente, dall’altra parte della barricata si scatenava l’apocalisse.

L’AC PICCHIA ha sguinzagliato i suoi mastini. Da Cunha ha deciso di giocare la partita della vita portando a casa un irreale 14. Vlahovic (13.5) e Hojlund (10.5) hanno banchettato sui resti della squadra avversaria. Persino Pedro, dall’alto della sua esperienza, ha aggiunto il carico da 10. Una macchina da guerra perfetta, spietata, che non ha lasciato scampo.

E come in ogni tragedia greca che si rispetti, il colpo di grazia per ZONA CESARINI non è arrivato solo dal campo, ma dalla propria panchina. Quel 9.5 di Esposito, lasciato a marcire tra le riserve mentre i titolari annaspavano, è il simbolo di una disfatta totale. Un urlo strozzato in gola. Il fatidico teschio con la scritta “ELIMINATA” non è mai stato così pesante.

L’AC PICCHIA ha dimostrato che per vincere non serve aspettare gli ultimi secondi. Basta entrare in campo, sguainare gli artigli e sbranare l’avversario nel primo tempo. Avevano persino il lusso di tenere un 10 di Bernardeschi in panchina. Manifesta superiorità.

La redazione si alza in piedi per applaudire il campione di questa stagione. Onore all’AC PICCHIA!

Il sipario cala, una lacrima scende dai laptop della redazione che hanno incessamente lavorato durante l’anno.

Fantacà è un felice esperimento che vive da sempre sul bilico. I finanziamenti delle lobby segrete che ci sostenevano stentano ad arrivare ed è ormai lontana l’era dei castelletti in banca alla Nevio Lo Stirato. Fantacà è un felicissimo esperimento che ci ha regalato tantissime soddisfazioni, ma anche tanti screzi e momenti bui. A volte ci siamo chiesti se ne valesse veramente la pena. Ma Fantacà deve vivere, perché se lo merita e perché, soprattutto, se lo meritano i nostri lettori. Ora, però, ci prendiamo una pausa.

Alla prossima stagione.